Ma che modi abbiamo ereditato?
Polis, civitas e sabhā: tre tipi di comunità e convivenza
Nel dibattito contemporaneo la parola “civiltà” viene spesso usata come se fosse un concetto neutro, universale, autoevidente.
Si parla di civiltà occidentale, di difesa della civiltà, di progresso civile, come se esistesse un solo modello valido di convivenza umana.
Eppure, in questa serie di articoli è stato dimostrato che basta tornare al significato delle parole per scoprire che i modi di fare civiltà sono molteplici, e soprattutto sono nati da idee radicalmente diverse di comunità, spazio e relazione.
Grecia, Roma e mondo indoeuropeo (India antica) condividono una parentela linguistica lontana, ma hanno prodotto tre visioni non del tutto compatibili del vivere insieme.
Quindi che modi abbiamo ereditato e come?
L’etimologia delle parole fa percepire cosa una civiltà pensa di sé
| Grecia | Roma | India antica |
| Polis πόλις | Civitas | Sabhā सभा |
| città-stato, comunità politica | condizione e insieme dei cittadini | assemblea, consiglio |
tre idee diverse che antepongono e danno priorità a enti diversi.
Il confronto diretto
| Grecia: | Roma: | India antica: |
| la polis, ovvero la politica come essenza dell’umano | la civitas, ovvero la civiltà come diritto | la sabhā, ovvero la civiltà come ordine e armonia |
| Etimologia e concetto Polis indica la città come soggetto politico autonomo. | Etimologia e concetto Civitas deriva da civis (cittadino). | Etimologia e concetto Sabhā significa: assemblea, consiglio, luogo della parola rituale e del giudizio. Da qui derivano: sabhya → membro riconosciuto della comunità sabhyatā → civiltà, buona condotta |
| Non è solo uno spazio urbano: è la forma stessa della vita buona. Per Aristotele: l’uomo è zōon politikón (un animale che vive nella polis) Fuori dalla polis non c’è civiltà, ma: barbarie, natura, disordine. | In origine non indica edifici (quello è urbs), ma: status giuridico, appartenenza legale, diritti e doveri. La civiltà romana non nasce dallo spazio, ma dalla legge . | Qui la civiltà non è politica né giuridica, ma: rituale, etica, cosmica. |
| Implicazione e criticità: La civiltà greca non è inclusiva: schiavi, donne, stranieri = esclusila libertà è partecipazione politica, non diritto universale La polis non tollera la neutralità: se non partecipi, non sei pienamente umano. | Implicazione e criticità: Roma inventa una civiltà espandibile: puoi diventare cittadino, puoi essere incluso, puoi essere romanizzato ma a un prezzo: la politica si riduce, la relazione diventa amministrazione, il cittadino diventa soggetto giuridico, non attore politico, Roma vince perché trasforma la civiltà in un sistema. | Implicazione e criticità: La civiltà indiana non punta all’uguaglianza: è gerarchica, ordinata e fondata sul dharma (ordine del mondo) Non bisogna partecipare, né rivendicare diritti: bisogna comportarti correttamente. |
Cosa viene prima?
| Grecia | Roma | India |
| la partecipazione politica | lo status giuridico | l’ordine rituale e morale |
Spazio, relazione, rete sociale
| Aspetto | Polis | Civitas | Sabhā |
| Spazio | Corrisponde a città = Stato | spazio secondario | spazio simbolico |
| Relazioni | dialogo politico | rapporti giuridici | ruoli sociali |
| Rete | orizzontale (limitata) | verticale-amministrativa | gerarchica |
Civiltà ≠ progresso
Quindi cosa abbiamo ereditato da questi concetti?
Che non esiste una linea unica e un pensiero unico che definisce il modo di fare civiltà.
tribù → città → stato → modernità
Esistono scelte culturali:
- la Grecia sceglie la politica
- Roma sceglie la legge
- l’India sceglie l’ordine
Ogni civiltà:
- include qualcuno
- esclude qualcun altro
- produce un’idea propria di umano
Oltre il mito della civiltà unica
Quando oggi si parla di “civiltà”:
- intendiamo qualcosa che sia vicino a quello inteso dai romani, non quello dei greci?
- stiamo ignorando modelli alternativi?
- stiamo trasformando un concetto storico in un’arma ideologica?
L’etimologia ci ricorda una cosa scomoda:
la civiltà non viene da un concetto naturale, ma è una costruzione filosofica metafisica di uomini pensanti, pertanto deriva da concetti astratti, quindi il frutto di tutta questa illusione materializzata può essere ri-concepita nuovamente in modo ragionato ed in molti, infiniti modi, come frutti maturati di riflessioni personali diverse rispetto a quanto comunemente si intende, rispetto a quanto viene definito da alcuni ed accettato da molti.





