La radice comune della cultura latina: civis
Tutto parte dall’etimologia del latino civis, che significa “cittadino”.
Da civis derivano:
- civitas → città
- civilitas → civiltà
Quindi, prima ancora della città come luogo fisico, c’è il cittadino ossia il singolo, la persona.
La Città: civitas
In latino non indicava inizialmente l’insieme di case e strade (quello era urbs), ma:
- la condizione del cittadino
- la comunità dei cittadini
- l’insieme dei diritti, doveri e rapporti civili
Solo per metonimia (cioè per estensione di significato) civitas ha finito per indicare anche lo spazio urbano.
Dunque la città è prima di tutto una comunità organizzata di persone, non solo un agglomerato di edifici.
La Civiltà: civilitas
derivato da civilis, che riguarda i cittadini, indica:
- il modo di vivere proprio dei cittadini
- l’insieme di regole, istituzioni, comportamenti, valori
- a livello collettivo
civiltà storica
- a livello individuale
educazione, urbanità, rispetto
- a livello collettivo
La civiltà è quindi il risultato della vita associata dei cittadini.
Il legame concettuale
Il rapporto può essere riassunto così:
- Civis (cittadino) → il singolo
- Civitas (città) → la comunità organizzata dei cittadini
- Civilitas (civiltà) → il modo organizzato che nasce da quella comunità, di
- vivere
- pensare
- comportarsi
Dove c’è un insieme di singoli raggruppati da leader o che si riconoscono in gruppo,
- si organizza la comunità
- la comunità organizzata
- si manifesta nella materia con spazi organizzati come città
- trova modi per organizzare comportamenti, pensieri e stile di vita e nasce una civiltà
Vivere insieme richiede
- rispetto reciproco, per sviluppare armonia
- cooperazione, per sviluppare opere e organizzazione nella materia fisica
- cultura, per sviluppare organizzazione metafisica
- leggi, per sviluppare ordine e regolamentare i drammi umani
- istituzioni
Dal punto di vista etimologico e storico:
La civiltà nasce dal vivere insieme come cittadini uniti in spazi e opere materializzate nelle città.
Non è la grandezza della città a creare la civiltà, ma la qualità dei rapporti tra i cittadini e la qualità dei responsabili nel fare organizzazione sociale e metafisica della civiltà.
Per questo “città” e “civiltà” non sono solo parole simili ma in piani diversi raccontano la vita sociale organizzata.
Definizione di civilĭtas
civiltà s. f. [dal lat. civilĭtas -atis, der. di civilis «civile»]. – 1. La forma particolare con cui si manifesta la vita materiale, sociale e spirituale d’un popolo (eventualmente di più popoli uniti in stretta relazione) – sia in tutta la durata della su– o anche la vita di un’età, di un’epoca. Sotto l’aspetto storico e etnologico, il termine è riferito non soltanto ai popoli socialmente più evoluti della storia lontana o recente ma anche ai popoli primitivi o meno evoluti, estendendosi a designare anche le varie forme di vita di popoli preistorici, ricostruite per merito della paletnologia e dell’archeologia Con questo sign. più ampio e più «neutrale», il termine si approssima a quello di cultura (che ha avuto peraltro nella letteratura scientifica definizioni più precise). 2. Nell’uso com. e più tradizionale, è spesso sinon. di progresso, in opposizione a barbarie, per indicare da un lato l’insieme delle conquiste dell’uomo sulla natura, dall’altro un certo grado di perfezione nell’ordinamento sociale, nelle istituzioni, in tutto ciò che, nella vita di un popolo o di una società, è suscettibile di miglioramento. È con questo sign. che il termine è inteso in espressioni quali: portare la c.; il sorgere della c.; i principî, i frutti, la luce della civiltà e sim.; in altre invece, con partic. qualificazioni, indica caratteristiche forme e livelli di organizzazione della vita associata: la c. del benessere, la c. dei consumi, la c. tecnologica, la c. delle macchine; l’avvento della c. di massa. 3. In rapporto a un altro sign. dell’agg. civile, urbanità, cortesia, buona educazione: trattare, parlare, comportarsi con c.; non hai ancora imparato le regole della c. (o della buona c.); quel che al notaio parve un segno mortale, i soldati eran pieni di civiltà (Manzoni).





