Siamo prodotti da marchettare, ruoli da interpretare, immersi nella illusione di essere qualcuno da mostrare o siamo semplicemente delle persone che portano dentro una complessità inesprimibile in un mondo immerso nelle finzioni così come è stato configurato?
Non sarà l’intelligenza artificiale a salvarci ma il duro lavoro su noi stessi, per superare l’io con la capacità di relazionarci con le varie sfaccettature interiori e con gli altri. Quando lo capiremo?
Ce lo spiega meglio Umberto Galibmerti





