“Scannerizzare un’opera d’arte? Facile come fare una fotocopia… di Caravaggio!”
Questa è una frase che, con una punta di ironia, mi capita di usare quando si sottovaluta la complessità della digitalizzazione del patrimonio culturale.
In realtà, dietro ogni buon modello 3D di un bene storico, architettonico o artistico, c’è un lavoro tecnico, culturale e progettuale che richiede esperienza, metodo e – soprattutto – buone pratiche.
Il documento che mancava
Finalmente, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha pubblicato un testo fondamentale: le Linee Guida nazionali sulla digitalizzazione 3D dei beni culturali, oggi disponibili a questo link:
👉 https://partecipa.gov.it/processes/Linee-Guida-Digitalizzazione-3D
È un documento tecnico, sì, ma anche chiaro, completo e strutturato, pensato per guidare pubbliche amministrazioni, enti culturali, musei, professionisti e fornitori in un processo tanto delicato quanto strategico: la trasformazione digitale del nostro patrimonio.
E non stiamo parlando di una semplice scansione “wow” da mettere su uno schermo per stupire il visitatore.
Stiamo parlando di riproduzioni fedeli, interoperabili, accessibili e conservabili. Di standard tecnici e di metadatazione. Di strategie integrate per il riuso dei modelli 3D in contesti didattici, espositivi, scientifici, turistici.
Una guida per chi vuole fare sul serio
Ho letto questo documento con grande interesse, e lo sto anche mettendo in pratica.
Perché chi lavora con me sa che il 3D, per come lo intendiamo in Texal Design, non è un gadget, né una scorciatoia. È un linguaggio complesso per raccontare il passato, per conservare la memoria e per dialogare con le tecnologie del presente e del futuro.
Nel nostro lavoro con musei, fondazioni, scuole e istituzioni, la digitalizzazione non è mai un “progetto a parte”, ma un nodo centrale nella valorizzazione culturale.
Un nodo che collega rilievo, narrazione, accessibilità, sostenibilità e archiviazione, in un unico processo coerente.
Ecco perché consiglio a tutti i colleghi, clienti e stakeholder curiosi di questo mondo di leggere queste Linee Guida. Anche solo per capire quanto la tecnologia sia potente… quando è ben guidata.
Per concludere
La digitalizzazione 3D dei beni culturali è un atto di responsabilità.
Non basta riprodurre qualcosa in tre dimensioni: bisogna comprendere, documentare, rendere accessibile e conservare nel tempo.
Se vogliamo che il nostro patrimonio parli alle generazioni future, dobbiamo assicurarci che lo faccia con strumenti solidi, dati aperti e contenuti intelligenti.
In Texal, questa è la direzione che seguiamo ogni giorno.
E se anche tu vuoi percorrerla con noi – da committente, partner o semplice appassionato – comincia da qui:





